Psicologia dell’alimentazione

psicologia dell'alimentazione

La psicologia dell’alimentazione si occupa di tutte le problematiche emotive, psicologiche e relazionali che riguardano la gestione del peso corporeo.

Tutti conosciamo le difficoltà che spesso si incontrano nel seguire un particolare regime alimentare, sia a fini salutari o puramente estetici.  Il senso di colpa e la frustrazione quando non si riesce a perdere peso, la sensazione di fragilità nel non riuscire a stare “dentro ai paletti” prescritti dallo specialista, sono tutti elementi che concorrono al fallimento o alla scarsa riuscita di una buon piano alimentare.

La nostra relazione con il cibo spesso presenta aspetti non soltanto nutrizionali, ma anche psicologici e sociali non risolvibili con una semplice prescrizione dietetica. Mangiare non è più quindi un atto necessario al nostro sostentamento, diventa anche uno strumento di relazioni, di significati, di emozioni che non possono essere semplicemente inquadrati da uno schema alimentare.

Ecco che allora lo psicologo può diventare una figura importante nella gestione delle problematiche del peso corporeo, lavorando sia individualmente che in collaborazione con altre figure professionali (dietologi, nutrizionisti etc).

Il metodo CBT

Diversi sono i modelli teorici, ed ognuno di essi utilizza determinati protocolli di intervento per i disturbi alimentari. Ad oggi uno delle terapie considerate più efficaci in tale ambito è la Terapia Cognitivo Comportamentale, o CBT.

La CBT ha messo a punto delle strategie ben precise per lavorare sulle 3 categorie ad oggi riconosciute all’interno dei disturbi alimentari:

  1. anoressia nervosa
  2. bulimia nervosa
  3. disturbi dell’alimentazione NAS (non altrimenti specificati)

La Mindful Eating

Sempre all’interno della CBT si è fatta strada negli anni la Mindful Eating, una modello psicofisico che attinge alla tradizione della Mindfulness e la applica all’esperienza dell’alimentazione, in modo da acquisire piena consapevolezza delle sensazioni e delle emozioni che si sviluppano in tali momenti e ripristinare un rapporto sereno con il proprio corpo.

L’approccio breve strategico

L’approccio breve strategico in particolare si è dimostrato particolarmente efficace negli interventi sulle problematiche alimentari, individuando nei meccanismi che il soggetto mette abitualmente in atto per trovare una soluzione il principale “motore” che tiene in vita il problema.

La formazione ricevuta nella tradizione interazionista e strategica mi consente di non focalizzarmi in modo rigido su soluzioni preconfezionate, ma al contrario di pormi come obiettivo la comprensione di “come funziona” il problema, in modo da ottenere interventi rapidi ed efficaci.
Posso affermare che nel 90% dei casi il problema viene risolto in sole 4 sedute.

3 approcci per 1 soluzione: la tua

La sintesi di questi tre approcci (CBT, Mindful Eating e l’approccio breve strategico) mi consente di individuare quali siano le tecniche che possano dare maggiore efficacia per il problema alimentare che ti sta preoccupando in questo momento della tua vita.

Gli obiettivi che ci daremo saranno:

  • strutturare un percorso personalizzato, adatto a quelle che sono le tue esigenze
  • avere una maggior consapevolezza di come funzionano il tuo corpo e i tuoi pensieri
  • individuare uno stile alimentare che duri nel tempo, evitando di dover ricominciare dall’inizio tra qualche anno
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