Dieta e lockdown: il diario alimentare per ritrovare la linea

Esiste una relazione tra alimentazione e lockdown? Il periodo storico in cui ci troviamo ci sta chiedendo, oramai da mesi, di adattare la nostra quotidianità alle misure di sicurezza del Governo per la tutela della salute pubblica. Con l’avvento del Coronavirus, infatti, abbiamo dovuto modificare, sulla base delle direttive vigenti, le nostre abitudini in più ambiti: dal lavoro al tempo libero, dall’istruzione ai trasporti, dalle relazioni interpersonali alle pratiche igieniche, e così via. Di conseguenza, anche le nostre abitudini alimentari hanno subito inevitabili variazioni, non sempre positive.

Alimentazione e lockdown: cos’è cambiato

Il cosiddetto stato di “lockdown” ci ha richiesto di accettare una nuova normalità, che si sviluppa per la maggior parte del tempo tra le mura domestiche.

Il primo lockdown, quello di marzo, ci ha colti tutti impreparati e per questo più disposti ad accettare le misure restrittive. Il secondo lockdown, invece, ci trova “rassegnati” alle misure di sicurezza, ma anche meno fiduciosi rispetto alle tempistiche proposte dai decreti e più stanchi della situazione in cui ci troviamo da mesi.

Ciò nonostante, sarebbe bene riuscire ad accettare che questa situazione possa durare per un tempo che ora non si può prevedere con certezza. Inoltre, non sempre si potrà mantenere una stabilità nelle misure di prevenzione: potranno esserci sia ulteriori restrizioni, che allentamenti delle stesse.

Fatta questa premessa generale, sarebbe interessante fare qualche riflessione sulle modalità di organizzare la propria alimentazione durante il lockdown. Infatti, come sono cambiate le nostre abitudini quotidiane, così può essere cambiato il nostro modo di mangiare.

Chi conduce una vita più sedentaria, avrà sentito un minor bisogno di mangiare. Ahimé, nella maggior parte dei casi la tendenza è quella opposta, ossia di mangiare di più.

Infatti, come abbiamo sperimentato durante il primo lockdown, il maggior tempo a disposizione, la noia e/o la distrazione possono portarci a mangiare oltre il senso di sazietà o comunque al di fuori dei pasti che consumeremmo in condizioni di vita “normali”. Per questo, i consigli che avevo proposto in occasione del primo lockdown sono validi anche in questa seconda e simile situazione (leggili nell’articolo Fame nervosa: come combatterla durante la quarantena).

Diario alimentare per gestire l’alimentazione in lockdown

Durante il primo lockdown era concesso “consolarsi” con qualche piccola “coccola culinaria”, essendo la situazione eccezionale e considerando il cibo come uno degli strumenti per affrontare un periodo così particolare. Tuttavia, oggi dobbiamo prendere atto che la situazione non è più eccezionale e, dunque, del bisogno di trovare strategie diverse per affrontare il periodo che ci si prospetta.

Vorrei proporvi alcuni consigli che possono essere utili per affrontare più consapevolmente il lockdown dal punto di vista alimentare:

  • Tenere un diario alimentare scritto, per avere una panoramica su quello che realmente mangiano durante la giornata. Diventerà anche un’utile traccia per variare gli alimenti durante la settimana;
  • Considerare il cibo non come strumento per combattere la noia, ma come risorsa per occupare il tempo in modo utile: esplorando la cucina salutare con nuove ricette e/o sapori, apprezzando ciò che si mangia anche con gli altri sensi, utilizzando spezie con odori e sapori diversi o alimenti colorati che stimolino la nostra vista. Questo aiuterà ad arricchire le nostre competenze culinarie e di conoscenza dei propri gusti, che verrebbero esplorati più in profondità;
  • Pensare e scrivere quali sono le strategie che mettiamo in atto quando ci sentiamo tristi, delusi, frustrati o sopraffatti dal cattivo umore. Successivamente, rileggiamole e pratichiamole nei momenti in cui vorremmo sfogare queste emozioni sul cibo. Porteremo, quindi, l’attenzione su strategie alternative più funzionali al benessere e alla consapevolezza;
  • Scrivere quali sono le sensazioni che proviamo quando stiamo per sfogare le emozioni sul cibo e quali sono i momenti della giornata che più ci portano a farlo (ad esempio un momento di noia o il momento del notiziario). Cercando quindi di occupare diversamente quei momenti della giornata (ad esempio facendo dell’altro, occupando i momenti di noia con un hobby o pianificando un’attività utile o, ancora, cercando di sfogare a parole, parlando con qualcuno, quelle emozioni che verrebbero altrimenti espresse attraverso un’alimentazione sregolata).

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Alimentazione e lockdown: cattive abitudini

Un altro cambiamento alimentare che ha interessato molte persone ha riguardato il consumo di alcol. Si è, infatti, visto un aumento del consumo di bevande alcoliche già durante il primo lockdown. Chi per noia, chi per una ricerca di conforto, chi per gli aperitivi extra organizzati online, c’è la tendenza a consumare più alcol di quanto non si farebbe con la propria routine fuori dal lockdown.

Si consiglia, per fronteggiare al meglio la situazione, di impegnarsi a mantenere le abitudini antecedenti al lockdown. Un buon metodo è quello di fare attenzione alla spesa settimanale, comprando solamente il necessario per sé stessi.

È comprensibile che il cibo e l’alcol vengano utilizzati per affrontare un periodo particolare come il lockdown. Ma è bene dosarli e trovare strategie più funzionali al benessere personale per confortarci nei momenti “no”, soprattutto considerando che questa situazione sta diventando una nuova “normalità”.

La tecnica del diario alimentare ti aiuterà a regolare la fame nervosa e incontrollata durante il lockdown. Ma se preferisci regalarti un momento speciale per prenderti cura di te, contattami. Posso aiutarti a superare questo momento e farti vivere meglio il rapporto col cibo e con il tuo peso. Ti fornirò strategie concrete per la risoluzione delle difficoltà, già dal primo incontro.

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dr. Marco Scopel

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