Didattica a distanza: 3 consigli per migliorarla

Il periodo storico in cui viviamo ci sta portando a riadattare il nostro stile di vita, creando nuove abitudini volte alla tutela della salute, sia personale che pubblica. Per quanto riguarda il mondo scolastico, le lezioni sono state riorganizzate in modo tale da continuare la formazione grazie alle lezioni a distanza.

Il provvedimento della didattica a distanza è stato, in questi mesi, oggetto di dibattito, per i suoi pro e i suoi contro. Vediamo quali, dal punto di vista personale e relazionale.

Aspetti positivi della didattica a distanza

C’è chi sostiene che i vantaggi siano molti. In primo luogo, docenti e studenti possono seguire le lezioni senza spostarsi dalla propria abitazione, risparmiando tempo.

Inoltre, in un momento in cui tutto sembra bloccato, la possibilità di imparare a distanza, risulta essere una modalità utile per non restare “fermi”.

Sappiamo che lo scopo del fare scuola non si riduce al solo apprendimento, ma è volto anche alla formazione e al mantenimento delle reti sociali tra studenti e docenti. La didattica a distanza aiuta a mantenere la stabilità dei legami anche ora che i i rapporti vis-a-vis sono ridotti al minimo.

In aggiunta, la necessità di potenziare le proprie abilità informatiche per poter portare avanti la formazione può essere una stimolante occasione di crescita personale. Non da ultimo, può costituire un arricchimento delle proprie competenze in ambito lavorativo, elemento fondamentale in un mondo sempre più tecnologico. 

Nei casi in cui le lezioni e il materiale didattico vengano resi disponibili anche oltre l’orario di lezione, si presenta l’opportunità di approfondire l’argomento e di gestire il tempo in base alle proprie esigenze, come nel caso di studi superiori e universitari.

Didattica a distanza: gli svantaggi

Se i vantaggi sono numerosi, bisogna tenere conto anche dei possibili svantaggi di questa modalità di far lezione.

Lo svantaggio più importante sta nel rendere meno dirette le interazioni tra alunni e docenti, facendo perdere quelle componenti della relazione che si trovano nell’atmosfera di classe. La gestualità e le espressioni nei piccoli momenti informali, vengono un po’ trascurati quando si comunica attraverso un computer. L’utilizzo dei media potrebbe ostacolare in particolar modo i più piccoli, per i quali il contatto con l’insegnante risulta fondamentale anche in queste sfumature prettamente umane.

Per i ragazzi

Anche se vi è la possibilità d’interazione tra studenti adolescenti, questa non è sempre facilitata come avverrebbe tra le mura della classe. Vengono meno le dinamiche di gruppo che si creano in aula e la centralità del docente, che non può monitorare la situazione di ogni alunno come farebbe abitualmente.

Gli alunni sono chiamati ad aumentare il senso di responsabilità, dovendo auto-monitorarsi.

Molti ragazzi risentono di non avere pause tra le lezioni e di non poter staccare gli occhi dal computer per 5/6 ore. Accusano dolori alla testa, bruciore agli occhi, stanchezza e difficoltà a mantenere la concentrazione. A questo si aggiungono le ulteriori ore di lavoro al computer per le consegne da svolgere a casa.

Alcuni studenti lamentano basse competenze informatiche, dovute ad una scarsa formazione ricevuta in merito. Ciò si traduce in un senso di frustrazione e comporta un ulteriore impiego di tempo nel cercare delle soluzioni in autonomia.

Per gli insegnanti

Gli insegnanti si sono trovati a dover imparare velocemente ad utilizzare dei mezzi telematici per svolgere il lavoro, che solitamente avverrebbe in presenza. La maggior parte di loro non ha ricevuto una formazione adeguata in merito, con conseguenti disagi. 

Inoltre, gli insegnanti non possono esercitare lo stesso controllo individuale che eserciterebbero in classe. Esiste purtroppo il rischio che compiti in classe e verifiche vengano svolti con l’aiuto di terze parti.

Un’altra delle difficoltà riscontrate è che ragazzi possono facilmente distrarsi durante le lezioni. Di conseguenza, gli insegnanti potrebbero sentirsi in dovere di essere più autorevoli e guardinghi, cosa che viene interpretata dagli alunni come una mancanza di fiducia nei loro confronti.

Generalmente l’impegno richiesto ai docenti è inversamente proporzionale all’età degli studenti: più sono piccoli e più sarà necessario che vengano seguiti durante le lezioni, più sono grandi e più l’apprendimento sarà considerabile autonomo.

Per i genitori

Anche per i genitori la situazione a casa con la didattica a distanza non è semplice. Per i ragazzi delle scuole superiori il supporto della famiglia parrebbe superfluo, avendo un’età che consente loro di gestirsi da soli. Lo stesso discorso, anche se un po’ forzato, potrebbe valere per i ragazzi delle scuole medie. I genitori di bambini più piccoli, invece, hanno il dovere di controllare maggiormente i figli.

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Un altro possibile punto critico della didattica a distanza sta nella dotazione tecnologica necessaria al suo svolgimento. Non tutte le famiglie possiedono una buona connessione o un computer, oppure ne usano uno in condivisione tra più persone.

DAD

Le difficoltà della didattica a distanza

Purtroppo però l’esperienza già avuta durante il primo lockdown ci insegna che le cose non sono così semplici. Esistono infatti delle difficoltà oggettive che gli studenti potrebbero avere, che si presenterebbero anche con la normale didattica in presenza, e per le quali un genitore sarebbe comunque vicino ai propri figli per aiutarli a superare le difficoltà.

Pensiamo solo per un attimo all’aiuto che ogni genitore si trova a dover dare ai propri figli in difficoltà con determinate materie, o con determinati procedimenti di studio (per esempio il non saper studiare a memoria, o il non saper organizzare un discorso compiuto se non con l’aiuto di qualcuno che funga da ascoltatore e da “suggeritore”).

A queste si aggiungono le  difficoltà nate con la didattica a distanza, una modalità di apprendimento che di fronte ad un ragazzo poco organizzato rischia di essere dispersiva, inefficace e a tratti controproducente. Le modalità con cui ci si è fatti cogliere impreparati (a tutti i livelli) durante il primo lockdown, hanno fatto sì che molti ragazzi si siano trovati spaesati di fronte a una scuola di tipo nuovo, diversa e con delle “maglie poco rigide” nella valutazione.

L’esperienza ci aiuta, e la scuola di oggi non è quella impreparata dell’inizio del 2020. Ma per alcuni le problematiche sono rimaste le stesse.

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Didattica a distanza: consigli per i genitori

Un insegnante pochi giorni fa mi ha raccontato che i suoi alunni si lamentano di una cosa: a casa la pausa tra una lezione e l’altra non è sufficiente per prepararsi alla lezione successiva, pur avendo la stessa durata della scuola in presenza. Perché?

Perché a casa le distrazioni sono maggiori e la disposizione degli oggetti non è ordinata come a scuola (come ad esempio tenere i libri delle prossime lezioni vicino, invece di averli sparsi per la casa).

Su questo punto offro ai genitori alcuni consigli per aiutare i propri figli nella DAD:

  1. Favorite il più possibile la consapevolezza che anche a casa la lezione va vissuta come se si fosse in presenza:
    – spegnere o allontanare lo smartphone;
    – preparare lo zaino come se si andasse a scuola, per avere tutto il materiale sotto mano;
    – concentrarsi sulla lezione senza altre distrazioni (altre finestre di dialogo aperte, per esempio);
    – far comprendere ai ragazzi che la scuola è importante per il loro futuro e per la loro formazione, indipendentemente dal fatto che quest’ultima avvenga in modalità online.
  2. La naturale conseguenza del primo punto ci porta a considerare l’importanza di essere presenti a tutte le  video lezioni, non solo a quelle che si ritengono più importanti. Cercate di monitorare le eventuali assenze e le motivazioni che le supportano;
  3. Instaurate una collaborazione attiva, ove possibile, tra genitori e docenti per monitorare le attività da svolgere a casa.

Per ogni ulteriore dubbio o domanda, puoi contattarmi, sono disponibile a offrire il mio supporto professionale ai genitori, ragazzi o insegnanti che lo richiedano.
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