Senso di colpa: 5 modi indolore per liberarsene

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Se stai leggendo queste righe potrebbe essere che tu stia vivendo un senso di colpa. In questo articolo tratteremo il senso di colpa, visto dagli occhi di uno psicologo psicoterapeuta

Quante volte siamo stati pervasi da una sensazione spiacevole, talvolta difficilmente catalogabile, che ci ha fatto stare male? A volte questa sensazione si manifesta come qualcosa non direttamente associato a un evento o a un’esperienza definita.

Mi riferisco al senso di colpa, una sensazione legata fortemente ai concetti di causalità e di responsabilità.

Dove nasce il senso di colpa

In generale il senso di colpa può avere origini differenti:

  • Per alcuni autori esiste un senso di colpa generato dalla trasgressione di regole che spesso non sono nemmeno del tutto nostre, ma che ci sono state insegnate fin da piccoli e per le quali diamo per scontato che le cose debbano andare in un certo modo;
  • Esiste poi un senso di colpa che si riferisce a qualcosa che abbiamo messo in atto e che noi stessi giudichiamo sbagliato, ma che nel momento dell’atto ci siamo trovati in qualche modo “costretti” a fare;
  • Un altro modo di sperimentare la sensazione di colpa riguarda il non raggiungimento di alcuni obiettivi, o quando sentiamo di non esprimerci al meglio delle nostre potenzialità. Quest’ultimo è sicuramente un modo più positivo di sperimentare questa sensazione, ma può comunque farci provare sensazioni spiacevoli;
  • Altri autori preferiscono fare una differente distinzione nel senso di colpa, definendone uno di tipo razionale (quello dettato da scelte che abbiamo consapevolmente fatto e di cui ci pentiamo) da uno più irrazionale, che spesso non appare collegato a qualche evento o esperienza particolare (forse da imputarsi proprio a quelle regole morali di cui parlavamo nella precedente distinzione).

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Come superare il senso di colpa

Qualunque sia la “classificazione” che utilizziamo per distinguerlo e per comprenderlo, il senso di colpa può essere affrontato con alcune strategie che ben si adattano alle diverse situazioni:

1. Chiamiamolo con un nome differente: responsabilità

Anche se a volte può sembrare banale o superfluo, le parole generano realtà, sensazioni ed emozioni differenti. Ecco che quindi cominciare a utilizzare il termine “responsabilità” aiuta a inquadrare il pensiero verso qualcosa che abbiamo certamente compiuto, ma che non è connotato dalla negatività come la parola “colpa”

2. Attribuiamoci solo le nostre responsabilità

In genere chi prova un senso di colpa in cui siano state parte attiva anche altre persone, tende a prendere su di sé tutta la colpa, non percependo i confini di quello che ha fatto e delle decisioni che sono state prese da altri. Questo porta a provare sensazioni molto più forti e negative, rispetto a ciò che normalmente potremmo provare. In accordo il principio di “responsabilità”, è bene anche cominciare a prendersi solo le proprie, non quelle degli altri.

3. Smettiamo di dare troppo peso al giudizio degli altri

Il parere degli altri spesso è fondamentale, ma non deve essere ciò che ci guida nelle scelte. O meglio, ci può aiutare se siamo indecisi rispetto ad alcuni eventi della nostra vita, ma quando siamo già convinti di una decisione e di come muoverci nel futuro, dare troppo peso al giudizio degli altri può portarci a fare delle cose senza una totale dedizione e convinzione. In questo caso può nascere un senso di colpa legato a scelte effettuate e di cui non eravamo totalmente convinti, ma che abbiamo fatto solo per “fare contenti” gli altri.

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4. Riconsidera il tuo sistema di valori, in toto o parzialmente

Qui serve una riflessione profonda, ma utile a capire quali sono i valori morali ed etici che ci appartengono, che sentiamo nostri, a cui teniamo davvero. Distinguiamoli da quelli a cui invece crediamo per abitudine, per principio, perché così ci è stato insegnato. Questa differenza è importante e ci consente di capire il peso che a livello personale possiamo dare alle azioni di cui ci pentiamo, che ci fanno appunto “sentire in colpa”.

5. Non giudichiamo con la “mente di adesso” le azioni passate

Questo credo sia il punto più importante da considerare ogni volta che sperimentiamo il senso di colpa. Tutte le volte che avvertiamo un senso di colpa, valutiamo le azioni che abbiamo compiuto in passato con il modo di ragionare e di percepire che abbiamo nel momento attuale. Ma quando abbiamo compiuto l’azione che ha generato senso di colpa (che sia recente o remota) abbiamo compiuto una scelta sulla base di informazioni, sensazioni, stimoli e pensieri differenti. Non dobbiamo fare l’errore quindi di colpevolizzarci  con la “mente di adesso” per quello che abbiamo fatto con la “mente di allora”.

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Ti riconosci in qualcuna delle situazioni descritte nell’articolo? Prova ad applicare uno dei cinque suggerimenti descritti, vedrai che la cosa verrà ridimensionata.
Se invece il problema dovesse causarti importanti disagi, puoi pensare di rivolgerti a un esperto, che saprà guidarti verso la soluzione, e farti ritrovare la tranquillità.

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