Fame nervosa: come combatterla durante la quarantena

fame-nervosa

La fame nervosa è un comportamento frequente, che sta trovando maggior diffusione negli ultimi tempi, in particolare da quando sono state applicate le restrizioni per il contrasto al Covid-19. Come già visto nel precedente articolo a proposito del Coronavirus, questo periodo è caratterizzato da aspetti unici, che non abbiamo avuto modo di sperimentare in precedenza.

Tale particolarità vale anche per il nostro comportamento alimentare. Negli ultimi due mesi ho ricevuto diverse richieste di aiuto da parte di persone che faticano a gestire il proprio piano alimentare (se ne stanno seguendo uno) o comunque non riescono a contenere gli sgarri e i “fuori programma”, in un fenomeno chiamato fame nervosa.

Perché viene la fame nervosa

La fame nervosa si innesca proprio per le caratteristiche uniche del momento storico che stiamo vivendo. Le cause reali sono, prime tra tutte, il quasi totale blocco degli spostamenti (che ci ha portato ad avere molto più tempo a disposizione) e la presenza costante e forzata sempre nello stesso contesto (la propria casa).

Da tempo ormai sappiamo che le emozioni e il nostro comportamento alimentare sono profondamente collegati. Le emozioni, in particolare quelle negative, ci portano spesso a mettere in atto comportamenti di abbuffate o di alimentazione sregolata.

È chiaro quindi come questo periodo di quarantena, con il forte carico emozionale ad esso associato, si presti naturalmente a diventare terreno fertile per un’alimentazione ricca di sensi di colpa, frustrazioni e sensazioni di fallimento.

Cosa fare quindi per invertire questa tendenza, o quantomeno per cercare di arginare il problema?

Come controllare la fame nervosa

Nel trattare questo argomento diamo per scontate tutte le indicazioni sensate che già si conoscono per rispettare un buon piano alimentare:

  • una spesa al supermercato ragionata e ben organizzata
  • una suddivisione giornaliera in 5 pasti
  • il concedere al pasto le giuste tempistiche, evitando di ingerire il cibo in modo rapido e vorace

In secondo luogo, anche per quanto riguarda la gestione del comportamento alimentare, è necessario un cambio di prospettiva, come per gli altri aspetti legati alla quarantena.

Proprio per la particolare configurazione di questo periodo, è necessario non considerare lo sgarro come il “nemico da combattere”, ma come uno strumento in mezzo ad altri, un qualcosa che ci possiamo concedere durante l’isolamento. So che questo sembra andare contro alle indicazioni date nei precedenti articoli, ma dobbiamo tenere conto dell’eccezionalità del momento.

Lo sgarro deve oggi configurarsi come uno strumento a nostra disposizione per gestire gli effetti negativi della quarantena, al pari di altre strategie che possiamo mettere in campo. Gli altri strumenti ovviamente sono quelli che già stiamo utilizzando (o che dovremmo utilizzare): la lettura, gli hobbies, l’attività fisica etc etc.

Dico “al pari” proprio perché lo sgarro non deve assolutamente essere l’unica modalità per la gestione delle emozioni negative di questo periodo, che sia stress, tristezza o quant’altro.

Leggi anche Abbuffate o sgarri? Scopri la differenza e come gestirli.

Fame nervosa: rimedi pratici e un esercizio per te

Un altro punto fondamentale è considerare il tempo come risorsa. Anche in questo caso, infatti, avere maggior tempo libero rispetto di prima ci può venire in aiuto per una corretta gestione alimentare.

Quante volte ci siamo rifugiati nella giustificazione del “non avere tempo” per mangiare pietanze preparate in fretta o per utilizzare il cosiddetto junk food? Ora abbiamo invece l’opportunità di sperimentarci in cucina, dedicando più attenzione a quello che mangiamo, alla sua preparazione, a quanto un piatto è elaborato (il che non significa che debba anche essere pesante o ricco di grassi).

Ti chiedi perché spesso la dieta fallisce? Scoprilo in questo articolo.

Un esercizio di Mindful Eating da provare subito

Il fatto di avere molto tempo a disposizione ci permette di mettere in pratica qualche piccolo esercizio di Mindfulness applicata all’alimentazione. Eccone uno semplice che puoi applicare subito, senza muoverti da casa.

Scegli un pasto della giornata, uno solo, e cerca per quanto possibile di porre un’attenzione consapevole a ogni singolo boccone che ingerisci. L’obiettivo è cercare di avere consapevolezza di quello che stai facendo in quel preciso momento, di quello che stai gustando e assaporando, concedendoti tutto il tempo necessario che questo pasto merita.

Questo piccolo accorgimento ti porterà naturalmente a mangiare più lentamente e a porre maggiore attenzione alla qualità dei cibi che hai preparato e che stai mangiando.

Se invece scegli di concederti un momento speciale tutto per te, contattami. Posso aiutarti a superare questo momento e farti vivere meglio il rapporto col cibo e con il tuo peso. Ti fornirò strategie concrete per la risoluzione delle difficoltà, già dal primo incontro.

Le sedute sono effettuabili online, comodamente da casa e negli orari che preferisci.
Contattami subito, troveremo la soluzione personalizzata per le tue necessità, in tempi rapidi e con la massima riservatezza.
Per i nuovi pazienti i primi 15 minuti conoscitivi sono gratuiti.

Aspetto la tua chiamata al 348.8308254 o via email a info@marcoscopel.it
dr. Marco Scopel

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

shares