Come dimagrire senza dieta: 5 trucchi dello psicologo

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Oggi vediamo come dimagrire senza dieta. Tutti quelli che, in un momento o nell’altro della propria vita, hanno deciso di cambiare le proprie abitudini alimentari sanno quanto è difficile. Diminuire le quantità, puntare su cibi più salutari, meno saporiti e meno appaganti rispetto a quelli a cui siamo abituati, sono tutti aspetti che fanno parte di quei “paletti” che una dieta ci impone.

A questo si aggiunge la difficoltà intrinseca in un cambio di abitudini così forte: spesso una dieta fallisce perché razionalmente pensiamo di poter controllare alcuni aspetti dei nostri pensieri e dei nostri comportamenti, quando poi riusciamo a farlo solo in parte.

I meccanismi dell’emotività nell’alimentazione

La nostra parte razionale non tiene conto di tutta quella parte emotiva che è naturalmente e indissolubilmente legata al nostro comportamento alimentare.

Come fare quindi per seguire un nuovo regime alimentare senza provare quel senso di insoddisfazione o di frustrazione che, prima o poi, accompagna le regole che ci siamo imposti?

Un buon punto di partenza per imparare a dimagrire senza dieta è conoscere alcuni meccanismi che legano il nostro rapporto con il cibo.

Mangiamo per abitudine, non per fame

Spesso mangiamo per abitudine, non per fame. Ok, questo è un concetto che più o meno abbiamo messo a fuoco tutti. Ma quanti di noi riescono ad averne consapevolezza?
L’abitudine è talmente legata al nostro pensiero e al nostro corpo da diventare totalmente inconsapevole.

Ti è mai successo per esempio di saltare un pasto? Se siamo impossibilitati a fare il pasto negli orari stabiliti, ci accorgiamo che lo stimolo della fame passa, completamente o quasi! Questo perché anche il nostro corpo è estremamente abitudinario: lo stimolo della fame si presenta all’ora stabilita, ma scompare se si supera una determinata fascia oraria.

Conoscere questo meccanismo non ci deve indurre a comportamenti estremi come saltare volontariamente i pasti; piuttosto ci può aiutare a riconoscere quanto del nostro pasto è frutto di un vero stimolo di fame e quanto invece è parte di abitudine.

Credenze sul corpo e sul peso

Il secondo meccanismo riguarda le credenze che abbiamo in merito al nostro corpo e al nostro peso.

Le persone che ritengono di essere sovrappeso “per costituzione”, “per natura” o per qualsiasi altro motivo al di fuori del loro controllo, tendono a sviluppare cattive abitudini.

Il pensiero di non poter modificare la situazione porta inevitabilmente a mangiare cibi poco salutari e a non fare attività fisica.

Emozioni e comportamento alimentare sono legati tra loro

Un terzo meccanismo di cui dobbiamo essere a conoscenza è che le emozioni e il comportamento alimentare sono profondamente legati tra loro.

Le emozioni che proviamo fanno sì che ci approcciamo al cibo in un modo piuttosto che un altro, portandoci talvolta a eccedere o a mangiare in modo sregolato, fino a vere e proprie abbuffate.

5 trucchi: come dimagrire senza dieta

Alla luce degli aspetti che abbiamo appena visto (soprattutto quello riguardante le emozioni), ciò che ne consegue è che non esiste un trucco valido per tutti. Ogni strategia va ponderata e costruita a seconda di come ognuno di noi si rapporta con il cibo, in quali momenti della giornata e con che stato emozionale.

Ci sono però alcune indicazioni che con buona probabilità si possono applicare a molti di noi, nel momento in cui decidiamo di cambiare abitudini alimentari.

Come dimagrire senza dieta quindi? Ecco alcuni preziosi consigli pratici che si possono mettere in atto fin da subito, senza alcun rischio per la salute:

  1. Le dimensioni contano: sapevi che il modo e le quantità con cui si presenta il cibo nel piatto influenzano quello che mangiamo? Può essere efficace preparare e mettere nel piatto delle porzioni più piccole rispetto a quelle a cui siamo abituati, oppure utilizzare dei piatti leggermente più piccoli. Questo trucchetto è valido se, ovviamente, non stai seguendo un preciso regime alimentare, con pesatura delle porzioni e quantitativi prestabiliti.
  2. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore: anche tenere il vassoio o la pentola lontana dalla tavola può aiutare.
  3. Prenditela comoda: un consiglio di natura psicologica è quello di mangiare lentamente, masticando per bene ogni boccone. È un buon punto di partenza, ma certamente non l’unico da prendere in considerazione.
  4. Ogni tanto fermati: è utile anche concedersi una breve pausa durante il pasto, di pochi secondi, ma sufficiente per rallentare il ritmo della nostra abitudine alimentare. Abituati ad esempio a posare la forchetta ogni tanto, anche se il pasto non è ancora finito. È un piccolo accorgimento, ma che sicuramente porterà dei benefici.
  5. Infine, il punto più importante: tutto quello che possiamo mettere in atto per modificare le nostre cattive abitudini alimentari rischia di risultare inefficace, se non applichiamo prima di tutto una semplice regola di consapevolezza. Abituiamoci a considerare ogni pasto come un momento importante, un momento di nutrimento, ma anche di consapevolezza e di crescita personale, per raggiungere un più equilibrato benessere.

Cerchiamo di approcciarci al cibo con questa forma mentis: sarà questo il vero punto di forza di un cambio di atteggiamento nelle nostre abitudini alimentari.

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