Sonno del bambino: come capirlo e migliorarlo

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In ogni articolo che scrivo, indipendentemente da quale sia l’argomento, cerco di definire nel modo più preciso, puntuale, e soprattutto condivisibile possibile “l’oggetto” che voglio trattare.

Il sonno dei bambini non fa ovviamente eccezione: prima di cercare rimedi o strategie utili per migliorare la qualità del sonno dei nostri figli, è bene essere consapevoli di come è strutturata la fisiologia del sonno.

Fisiologia del sonno del bambino

Il sonno è un fenomeno complesso, che presenta alcune particolarità comuni tra bambini e adulti. Spesso però commettiamo l’errore di aspettarci che i bambini si comportino e “funzionino” come gli adulti, ma questo, in particolare per il sonno, non è fisiologicamente possibile.

Il sonno del bambino infatti è strutturato in modo differente dal nostro, e conoscerlo ci aiuta a renderci conto del motivo per cui capitano alcuni dei risvegli che quasi tutti, come genitori, abbiamo sperimentato con i nostri figli.

Appena nato un bambino passa gran parte del suo tempo a dormire (per alcuni bambini questo tempo si spinge anche fino all’80%). Man mano che il bambino cresce, tale tempo si riduce e si stabilizza, fino ad occupare circa 10-12 ore verso i 3 anni.

Ma in questi anni il sonno del nostro bambino non è stato regolare e privo di risvegli, anzi!

Questo, come spiegato in precedenza, è in buona parte ascrivibile alla fisiologia del sonno. Il sonno infatti è strutturato in cicli (si parla proprio di cicli del sonno).

I cicli nel sonno del bambino

Negli adulti il tempo di un ciclo copre circa 90-120 minuti. Finito un ciclo, si collega il ciclo successivo e così via. Un adulto, in genere, collega circa 3-4 cicli per completare il suo sonno notturno.

Anche il sonno del bambino è strutturato in cicli, ma questi sono molto più brevi. La loro durata è di circa 60 minuti per il neonato. Un bambino quindi, in genere, per coprire le stesse 8 ore di sonno che farebbe un adulto, deve legare tra loro ben 8 cicli.

Spesso però non è in grado di compiere questa operazione fin da subito: solo alcuni bambini riescono a collegare tra loro alcuni cicli. La maggior parte dei bambini invece, al termine di un ciclo, si svegliano e devono ricominciare con il ciclo successivo.

Prendendo consapevolezza di questo aspetto capiamo perché molti bambini si svegliano regolarmente ogni ora, quasi avessero una “sveglia interna”.

Già questo aspetto basterebbe da solo a spiegare molti dei risvegli che siamo soliti osservare. Ma non è l’unico fattore che porta un bambino a risvegli frequenti.

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La fase REM nel sonno del bambino

Nel sonno del bambino è presente una forte componente della fase che siamo soliti chiamare REM. Tale fase è decisamente preponderante rispetto a quella presente nel sonno di un adulto, ed è la fase in cui in genere avvengono i sogni.

È una fase in cui il sonno è piuttosto leggero, ed è quindi facile svegliarsi in tali momenti. La fase REM è così preponderante nei bambini perché in quella fase il cervello continua a svilupparsi, quasi come durante la veglia. È normale quindi che da bambini tale fase sia molto ampia e tenda a diminuire con la crescita.

Mettendo insieme la conoscenza che ora abbiamo dei cicli del sonno e della fase REM nel sonno del bambino, ecco che molti dei risvegli che caratterizzano la sua nottata ci appaiono normali e naturali.

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Come migliorare il sonno del bambino

Abbiamo fin qui dimostrato come molti dei risvegli notturni sono fisiologici e vadano accettati per come sono. Vediamo ora come possiamo migliorarne alcuni aspetti, cominciando a introdurre alcuni accorgimenti per una corretta igiene del sonno:

  1. Vanno innanzitutto ridimensionate le aspettative: talvolta chiediamo ai nostri figli risultati maggiori di quelli che è lecito aspettarsi per quella fase di crescita. Ciò può portare a vivere sensi di frustrazione e di malessere che vanno a incidere sulla qualità del sonno.
  2. È bene limitare le attività extrascolastiche che vanno oltre il normale orario della scuola dell’infanzia o primaria. Queste esperienze, se eccessive, portano a una iperattività fisica e mentale che si ripercuote negativamente sul sonno del bambino.
  3. Per finire, la costruzione di un buon rituale del sonno, che faccia capire al bambino non solo come approcciarsi alla nottata imminente, ma anche che mamma e papà sono sereni e tranquilli. Questo lo aiuterà a percepire la fase del sonno come un momento piacevole, privo di rischi e di timori.
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Costruire un buon rituale del sonno 

La costruzione di un buon rituale sarà più efficace se anche la fase precedente è ben strutturata e stabile (una fase che possiamo definire pre-rituale). Ci sono alcune buone regole da seguire anche per questa fase, tra cui:

  • Dare regolarità all’orario del pasto serale: la regolarità degli orari è un aspetto importante in tutti i pasti, ma a maggior ragione in quello serale, proprio per la sua vicinanza al momento del riposo notturno. I bambini sono estremamente abitudinari, e una regolarità temporale nelle attività che precedono l’addormentamento aiuta a vivere serenamente anche il sonno, visto quindi come un momento rilassante e finalmente riposante.
  • Non esporre i bambini a tablet o altri dispositivi elettronici dopo cena, o nei momenti che precedono l’addormentamento. Questi strumenti potrebbero sovraccaricarlo di stimoli e di esperienze che andrebbero poi a ripercuotersi negativamente sull’attività cerebrale notturna.
    Per approfondire questo argomento leggi Educazione digitale per i più piccoli: 8 consigli ai genitori

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Il dr. Marco Scopel è disponibile per sedute o consulenze per aiutare te o il tuo bambino ad affrontare senza stress il problema del sonno del bambino. Per info e prenotazioni contattami qui.

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