Ambientamento al nido: come scegliere i libretti giusti

ambientamento al nido

L’ambientamento al nido, anche detto “inserimento al nido”, è uno dei temi maggiormente sentiti dai genitori. Con l’inizio dell’anno scolastico ricevo sempre numerose richieste di consigli per come superare al meglio questo momento, anche nel caso di bambini che frequentano la scuola materna.

Ambientamento al nido: superalo grazie ai libri

Ogni asilo struttura questa importante fase secondo le proprie regole, più o meno lunghe e più o meno flessibili: tale struttura è data a priori dall’esperienza, dalle conoscenze e dalle esigenze organizzative della singola scuola. È corretto, anzi consigliato, che i genitori si attengano alle indicazioni che ci vengono fornite dal personale educativo.

Ma cosa altro possiamo fare da parte nostra, prima che inizi la scuola o durante i primi periodi dell’anno scolastico, per favorire un ambientamento sereno per i nostri figli?

Uno degli strumenti più efficaci che possiamo utilizzare quando ci rapportiamo con bambini in questa fascia d’età è sicuramente la lettura di storie. La lettura a voce alta ai bambini ha diversi effetti positivi: a livello linguistico, cognitivo, espressivo e sociale. L’immedesimazione nella situazione e negli eventi, le sfumature di un racconto che si possono collegare alla propria esperienza personale, fanno sì che il bambino si immerga (se la storia è in grado di coinvolgere e catturare) nel racconto e lo viva pienamente, cogliendone gli aspetti positivi e di crescita che cerchiamo di promuovere in lui.

Il racconto di una storia, se opportunamente scelta, può aiutare il bambino a vivere serenamente il periodo di ambientamento al nido, riducendo il rischio di capricci, disturbi del sonno o dell’alimentazione.

Come scegliere i libri da leggere con i bambini

Il giusto libro ha la magia di far superare al bambino questo momento delicato, con grande beneficio dei genitori e una maggior serenità di tutta la famiglia.

Purtroppo questo non accade con tutti i racconti e tutte le storie: per quanto l’intento degli autori sia quello di indirizzare i bambini verso l’apprendimento di determinate competenze, conoscenze o abilità, non sempre le cose procedono in questo modo. Il motivo va ricercato sia nell’unicità di ogni individuo (non possiamo aspettarci che ogni bambino viva esperienze, situazioni e racconti allo stesso modo) sia talvolta in alcuni errori di valutazione fatti da noi adulti.

È il caso dei due testi che voglio analizzare in questo articolo: due racconti che hanno entrambi lo scopo di favorire nel bambino una sana fase di ambientamento, ma che hanno un approccio totalmente diverso l’uno dall’altro. Vediamo insieme il perché:

ambientamento al nido

“Il mio primo giorno di asilo” – di Kathleen Amant (Ed. Clavis)

Punti forti

Il libro di 28 pagine si presenta con una copertina rigida, è stampato su ottimo cartoncino, le pagine sono ricche di colori e il è testo scritto chiaro, senza essere troppo invasivo rispetto all’immagine di riferimento. Il racconto infatti ci porta a conoscere la storia di Leo, un bambino che si reca per la prima volta alla scuola materna. Qui conosce la maestra Sara, che lo coinvolge fin da subito nelle attività della giornata, insieme al gruppo dei pari. Leo lega in particolar modo con Luca, un bambino con cui passa tutta la giornata e con cui svolge diverse attività.

C’è spazio per il gioco, per la lettura, per l’acquisizione delle autonomie, per le attività in classe e all’esterno, per il gioco simbolico e per il disegno. Le varie fasi della giornata vengono presentate in sequenza fino all’arrivo della mamma che torna a prendere Leo per tornare a casa. Tutto viene descritto in modo coinvolgente, tanto da far esprimere al piccolo protagonista la voglia di tornare assolutamente il giorno successivo. Tutto il racconto è inoltre scritto in prima persona: è lo stesso Leo a raccontarci tutta la sua giornata a scuola e quello che prova durante ogni evento o attività.

Punti deboli

In alcune librerie online il libro viene presentato come adatto a bambini 0-2 anni (età da asilo nido), mentre il racconto è ambientato in una scuola materna.

Obiettivo

Questo libro centra pienamente l’obiettivo che si è dato: spiega al bambino come è strutturata la giornata alla scuola materna e coinvolge il lettore durante le attività. Non da ultimo, il fatto che sia scritto in prima persona aiuta moltissimo l’immedesimazione e fa immergere il bambino nel racconto.

ambientamento al nido“Non voglio andare a scuola” di Stephanie Blake (Ed. Babalibri)

Punti forti

Questo libro di 32 pagine si presenta in un formato maneggevole, la copertina è flessibile.

Il racconto fa leva su un personaggio conosciuto dai più piccoli: il coniglio Simone.

Punti deboli

Simone non vuole andare a scuola, e ad ogni frase (o insistenza) di mamma e papà risponde sempre “No, non voglio”. I genitori ad ogni pagina cercano di utilizzare argomenti per convincere Simone di quanto sarà bello frequentare la scuola.

Alcuni argomenti, a mio avviso, non sono affatto efficaci da utilizzare con un bambino: far leva sul fatto che ormai sei un  “bambino grande” difficilmente ci porta ad ottenere l’effetto sperato. È una argomentazione lontana dal sentire tipico del bambino intimorito dalla novità, dal vissuto di ansia da separazione per la mamma che lo “abbandona” a scuola.

La cosa però più errata di questo testo è la struttura stessa del racconto. Tutto il testo è una continua ripetizione di “no, non voglio” da parte di Simone. Solo nell’ultima pagina tale frase assume una valenza positiva, quando il protagonista la ripete anche di fronte all’esortazione di tornare a casa. Il rischio che si corre è che l’accento, anche emotivo, si sposti totalmente sul non voler andare a scuola e sulle paure provate dal bambino (Simone si sveglia anche urlando durante la notte per paura della scuola). Il libro lascia solo una piccola parte, in ultima pagina, al coinvolgimento positivo del nostro piccolo amico.

La tipografia del testo, con parole scritte ora più grandi, ora più piccole, risulta poco centrata sull’obiettivo. Tale strategia comunicativa ha senso con bambini che sanno già leggere e quindi in età più avanzata. I bambini in età da scuola materna necessitano per forza di cose del supporto di un adulto per godere del libro.

Obiettivo

Tutti questi elementi mi portano a considerare questo libro come poco adatto all’obiettivo; è un libro con sfumature comprensibili da un adulto, ma poco da un bambino, che avrà bisogno dell’interpretazione da parte del genitore per coglierne il senso.

Anticipo la domanda che sicuramente qualcuno di voi si starà ponendo: “Come fare se ho già letto questo racconto a mio figlio?”

A rischio di ripetermi, tengo a precisare che queste sono considerazioni personali e che in nessun modo dobbiamo pensare che si possano applicare a tutti i bambini. In questo articolo espongo quelli che sono i miei pensieri in merito a due racconti strutturati in modo completamente differente tra loro, ma l’unicità di ogni individuo ci pone anche di fronte al fatto che ogni bambino costruirà un mondo differente con le risorse che ha a disposizione… compresi i racconti che mamma e papà leggono per lui!

Se desideri che nei futuri articoli venga trattato un particolare argomento, scrivimi qui.

Vuoi invitarmi nel tuo asilo nido per un incontro a tema sulla gestione capricci? Contattami qui.

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