Educazione digitale per i più piccoli: 8 consigli ai genitori

educazione digitale 0-3 anni

Perché è importante parlare di educazione digitale? Se un tempo le difficoltà educative legate ai media riguardavano quasi esclusivamente la televisione, oggi si discute invece sull’uso delle nuove tecnologie digitali. È fondamentale quindi che genitori ed educatori siano preparati e presenti per tutto quel che riguarda i new media.

Il tema è trasversale a tutte le fasce di età, ma la fascia più delicata, in cui cominciare a porsi alcune domande in merito, è quella dell’infanzia. I bambini, infatti, già nei primi anni di vita sono costantemente stimolati da tablet, smartphone e video di ogni genere. La letteratura scientifica si sta occupando sempre più spesso di questo tema e oggi abbiamo a disposizione alcuni dati abbastanza chiari su cui riflettere.

Ciò che non dobbiamo dimenticare è che tv, computersmartphone e tablet vengono considerati schermi digitali, e in quanto tali il loro utilizzo da parte dei più piccoli va controllato e regolamentato.

0-3 anni: lo schermo della TV

In genere i bambini vengono a contatto molto precocemente con programmi televisivi: nella fascia d’età 0-3 anni i cartoni animati sono lo strumento a cui un bambino viene esposto maggiormente.

Nell’utilizzo della TV è opportuno però distinguere tra fruizione diretta e indiretta. Se infatti il nostro bambino guarda solo mezz’ora di cartoni animati al giorno, ma per  diverse ore viene esposto alla televisione finché la guardano i genitori, l’esposizione totale è decisamente ampia e questo può avere ripercussioni sull’attenzione e sulla concentrazione.

È consigliato pertanto evitare di lasciare accesa la tv anche quando non la si sta guardando, ma scegliere in maniera mirata e a priori i programmi da guardare in famiglia.

0-3 anni: schermi di smartphone e tablet

Sappiamo però che i bambini, oltre alla tv, hanno accesso (anche sotto ai 2 anni) a diversi dispositivi interattivi.

Nel momento in cui un bambino inizia ad interagire con tablet e smartphone, si apre una seconda fase in cui non abbiamo più un utente passivo, ma un soggetto che può appunto interagire con  lo strumento e porsi come parte attiva del processo.

In particolare, la tecnologia touch screen è particolarmente intuitiva per i bambini, fin dai primi anni di vita, senza che nessuno insegni loro il corretto funzionamento di tali strumenti. Questo perché la struttura delle nuove tecnologie pare essere sostanzialmente isomorfa alla nostra struttura neuro-cognitiva: sembra  infatti che il nostro cervello organizzi in modo automatico tutte le informazioni secondo una mappatura spaziale molto simile a quella utilizzata dalle app per tablet e smartphone, e che questo favorisca appunto nei nostri figli la facilità di apprendimento che notiamo quotidianamente in loro.

Cosa dicono gli specialisti

Detto questo, credo sia fondamentale soffermarsi sulle indicazioni che recentemente la Società Italiana di Pediatria ha fornito in merito all’utilizzo di questi strumenti, soprattutto per i più piccoli. In tali indicazioni infatti si parla di non utilizzare tablet e smartphone in bambini sotto ai 2 anni, passando poi ad un massimo di un’ora al giorno tra i 2 e i 5 anni ed un massimo di 2 ore tra i 5 e gli 8 anni.

Questo è importante perché, nonostante le nuove tecnologie abbiano dimostrato di poter essere applicate con successo come supporto all’apprendimento, i rischi di un’esposizione prolungata possono essere:

  • disturbi del sonno
  • difficoltà di concentrazione
  • disturbi del comportamento
  • problemi sullo sviluppo neuro-cognitivo

“Il bambino non è un vaso da riempire, ma un fuoco da accendere.”
François Rabelais

Come devono comportarsi i genitori?

Non va infine trascurato un aspetto a mio avviso importante: le nuove tecnologie possono essere dannose in mano ai bambini, ma possono anche esserlo quando sono in mano a genitori che si occupano di bambini.

Pensiamo infatti a quanto, come adulti che si rapportano con i più piccoli, teniamo in mano uno smartphone (che sia per guardare i social, per chattare o per controllare le mail di lavoro) in presenza di un bambino. Quante volte cerca di interagire con noi mentre siamo impegnati in tali attività? Quante volte cerca il nostro sguardo di approvazione, o cerca di interagire con noi chiamandoci e cercando indicazioni sicure?

Ecco, tale tipica situazione, ormai sempre più frequente nella nostra quotidianità, può portare a un senso di frustrazione e di tensione nel bambino (gli studi in merito sono in corso, ma ci si aspetta risultati significativi su questa questione). Cosa può pensare un bambino che non riesce a interagire con l’adulto di riferimento, o che ottiene risposte evasive e poco attente, in modo distratto e in ritardo? Quale segnale gli stiamo fornendo, che tipo di mondo sta costruendo un bambino con questo tipo di risorse?

Credo, al di là degli studi che si possono fare in questo campo, che questa sia una domanda da porsi ogni volta che utilizziamo le nuove tecnologie in loro presenza.

Qualche consiglio per genitori ed educatori

Lascio ora la parola a Paloma Donadi, esperta in comunicazione e co-fondatrice di GenitorinRete, una community di genitori e professionisti che si occupano di educare i genitori ad un corretto rapporto con gli strumenti digitali:

“Oggi i genitori non si rendono conto di quanto possa essere impattante l’utilizzo di internet (comprese chat, videogiochi e social network) sulla vita presente e futura di bambini e ragazzi. Il fatto che i nostri figli vengano definiti nativi digitali non fa di loro degli esperti; è impensabile credere che un bambino sappia riconoscere e difendersi da solo dalle innumerevoli insidie del web, pericoli di cui gli stessi genitori spesso non conoscono l’esistenza. Ecco 8 punti ai quali un genitore deve fare attenzione:

  1. Affiancare sempre i più piccoli nella navigazione in rete (almeno fino ai 13 anni) e definire in famiglia un tempo massimo da rispettare
  2. Selezionare attentamente i contenuti da mostrare al bambino e nel caso dei videogiochi rispettare i limiti d’età consigliati (codice PEGI)
  3. Posizionare tv, pc, tablet e smartphone in una zona centrale della casa e non permettere che il bambino li porti in cameretta, evitandone quindi l’uso notturno
  4. Educare i figli alla prudenza e alla riservatezza: è pericoloso condividere in rete o in chat informazioni personali come indirizzo, telefono, scuola frequentata, posizione
  5. Non è lecito pubblicare immagini o video di un’altra persona senza il suo consenso (consenso che un bimbo troppo piccolo non può esprimere); un genitore deve prestare particolare attenzione a tutelare l’immagine e la sicurezza dei propri figli minorenni
  6. È importante ricordare che internet è una piazza globale: ciò che scriviamo o pubblichiamo può essere potenzialmente visto, scaricato o condiviso da chiunque in qualunque parte del mondo
  7. Dare il buon esempio: non si usa lo smartphone mentre si guida, mentre si è a tavola o mentre si parla con altre persone (compresi i propri figli)
  8. Non dimentichiamo che i bambini hanno bisogno di socializzare con i coetanei e di giocare all’aria aperta: non permettiamo che il digitale sostituisca i giochi tradizionali che hanno permesso la corretta crescita e lo sviluppo sociale di innumerevoli generazioni di bambini fin dall’alba dei tempi.

Un ultimo consiglio, forse il più importante: Genitori, siate curiosi! Leggete, informatevi, sporcatevi le mani: se volete capire i vostri figli e aprire un canale comunicativo dovete tornare ragazzini e divertirvi con app e videogiochi. Dialogate apertamente con i vostri figli di quello che piace loro in rete, non vergognatevi di guardare assieme a loro i video cretini che li fanno ridere a crepapelle. Come potete ascoltarli e guidarli se non conoscete la lingua che parlano?”

Vuoi invitarmi in un asilo nido o scuola dell’infanzia per una serata a tema o un percorso completo sull’educazione digitale? Contattami qui.

È possibile attivare lo sportello educazione digitale, per affrontare in modo personalizzato e approfondito le problematiche legate alle nuove tecnologie. Per maggiori info, scrivimi qui.

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