Pensieri e costruzioni mentali: cosa sono e come liberarsene

pensieri

Può succedere, a volte, che un avvenimento di poca importanza scateni nella nostra mente una grande quantità di pensieri e costruzioni mentali. Come liberarsene? Prima di dare questa risposta, dobbiamo distinguere bene che cosa sono i fatti e cosa sono le inferenze. Vediamone qui un esempio.

Il fatto (ciò che realmente accade)…

Immaginiamo di passeggiare una sera per le strade della nostra città e di incrociare, dall’altra parte della strada, un vecchio amico che non vediamo da tempo. È troppo lontano per chiamarlo, gli facciamo quindi un cenno con la mano, certi che stia incrociando il nostro sguardo. Lui però continua a camminare e prosegue per il suo tragitto. Noi d’altra parte, siamo certi che anche lui ci abbia notati.

… e le inferenze (costruzioni mentali)

È probabile che passeremo gran parte della serata a pensare alle motivazioni per le quali non ci ha salutato. Le motivazioni che ci verranno in mente potranno essere le più disparate: “non mi ha visto”, “è arrabbiato con me”, “aveva fretta e ha preferito non salutarmi, ma poi si scuserà”, e via dicendo. Alcune spiegazioni che ci daremo saranno più positive, altre più negative.

Questo determinerà il modo in cui poi ci comporteremo, in futuro, nei suoi confronti.

Se pensiamo che semplicemente “non ci abbia visto” saremo portati a giustificarlo e ad essere comunque cordiali la prossima volta che lo incontreremo. Se invece pensiamo che non ci abbia salutati apposta (magari perché “ce l’aveva con noi e non lo sapevamo”) saremo portati a trattarlo in modo freddo e distaccato, ad attaccarlo, oppure a chiedergli direttamente spiegazioni.

L’esempio che abbiamo visto ci illustra in modo chiaro la distinzione tra fatti e inferenze. Il nostro amico che non ci saluta è il “fatto”, tutti i pensieri che abbiamo fatto in merito sono “inferenze”, ovvero i pensieri, le costruzioni mentali.

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Quando i pensieri diventano realtà

I pensieri (inferenze) che facciamo condizionano pesantemente le nostre scelte e i nostri comportamenti.

La prima considerazione che ci può venire in mente è che la nostra quotidianità è piena di inferenze: ogni evento della nostra giornata può portare a delle inferenze su di esso.

È vero, questo è un processo inevitabile e ha chiaramente il suo fondamento adattativo: noi DOBBIAMO continuamente fare inferenze su quello che ci accade, dobbiamo cercare di dare un significato alla realtà che ci circonda.

Non solo: pensiamo che la maggior parte delle inferenze che facciamo durante il giorno siano corrette e quindi che le spiegazioni che forniamo a noi stessi su quello che ci circonda siano sostanzialmente senza errori.

Certo, questo è perfettamente plausibile. Il problema però è che spesso ci dimentichiamo che quello che facciamo sono solo delle inferenze, cioè dei pensieri che costruiamo attorno e sopra a dei fatti.

Il processo che si innesca nella nostra mente è tale per cui confondiamo le due cose, e facciamo sì che le inferenze si trasformino in fatti. Prendendo il posto di questi ultimi, le inferenze diventano quindi reali, con conseguenze pesanti sul nostro modo di pensate e di agire.

Come porre rimedio

Si può cercare di fermare questo processo?

Il processo, come abbiamo visto, è inevitabile. Quello che possiamo fare è cercare di tenere presente il più possibile la distinzione tra fatti e inferenze che costruiamo sopra di essi. Come?

“I pensieri sono solo pensieri”.

Lo so, è una frase che sembra banalissima e scontata, ma racchiude il cuore del metodo per non lasciarsi trascinare dalle inferenze, in particolare quelle negative, e a non dare mai per scontato che la nostra “spiegazione” sia l’unica possibile.

I pensieri sono “solo” contenuti mentali, non sono i fatti che abbiamo osservato o che ci sono capitati. Sono delle costruzioni di significato che la nostra mente mette in atto per dare un senso positivo, negativo o quantomeno “sensato”, alla realtà.

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Esercizi da provare subito

Lasciare scorrere i pensieri, imparare ad accettarli per quello che sono (appunto, dei contenuti mentali e non dei fatti) è il modo migliore per riuscire a liberarsene e a convivere serenamente con questo nostro processo mentale.

Esistono esercizi di consapevolezza del momento presente, che sono comuni nei protocolli basati sulla Mindfulness, alcuni di essi sono stati creati proprio per questo problema.

Un semplice esercizio è quello di osservare i pensieri come dei titoli di coda di un film proiettato in sala: li leggiamo e li osserviamo scorrere via lasciando il posto ai successivi.

Ci sono anche altri approcci terapeutici che si occupano di fatti e inferenze, dando risalto al fatto che imparare a riconoscere questa distinzione aumenta le possibilità di scelta nel nostro agire quotidiano, trovando significati  diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Tali approcci vanno però seguiti da un professionista, che saprà guidarti e assisterti fino al raggiungimento completo del benessere.

Il dr. Marco Scopel propone anche un percorso di 5 incontri sul tema “Tecniche di rilassamento e gestione dello stress”. Per maggiori info contattami qui.

Se desideri che nei futuri articoli venga trattato un particolare argomento, scrivimi qui.

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