Morsi al nido: consigli per le maestre

morsi dei bambini

I morsi al nido sono uno dei problemi che le educatrici affrontano più spesso, uno di quegli eventi che non si sa mai come gestire. Cosa fare? Come intervenire? In quale modo si dovrà comunicare ai genitori quello che è successo? Come rassicurarli?

La prima operazione che consiglio sempre di fare è quella conoscitiva: individuare il fenomeno e dargli la giusta definizione. Cosa intendiamo quindi con il termine “morsi“? Quanti tipi di morsi esistono?

I morsi infatti nella fascia di età 0-3 anni possono manifestarsi in due momenti distinti:

Morsi nei bambini sotto i 12 mesi

Un primo momento (entro l’anno di età circa) è legato all’esplorazione, alla conoscenza degli oggetti, di tutto ciò che attira la curiosità e l’interesse del bambino. È un comportamento assolutamente normale che non deve destare alcuna preoccupazione né nei genitori né nelle educatrici, data la natura conoscitiva di tali gesti.

Morsi verso i 24 mesi circa

Spesso si arriva a un secondo momento (attorno ai 2 anni circa) in cui il morso è legato a componenti aggressive o addirittura “senza senso”. Diverse sono le interpretazioni di tali avvenimenti e diversi i fattori scatenanti: episodi di aggressività, tentativi di scaricare la frustrazione, desiderio di attirare l’attenzione.

Dal punto di vista del bambino

Si ipotizza che questi episodi di aggressività possano essere imputabili in parte a caratteristiche della “vittima”: postura, comportamento, timbro vocale o altri elementi fisici e/o comportamentali. Tali elementi scatenerebbero nel bambino “aggressore” una reazione apparentemente senza senso, inspiegabile sia per l’adulto che per il bambino stesso.

Talvolta il morso “insensato” può essere una reazione ad una eccessiva stimolazione: il rumore, i colori, gli oggetti e soprattutto le persone presenti nello spazio. Questi fattori possono portare ad una sovra-eccitazione sensoriale nel bambino, che reagisce mettendo in atto un comportamento inadeguato alla situazione.

Altre volte il morso è l’espressione chiara di un comportamento aggressivo: un piccolo screzio, un gioco sottratto, un atteggiamento in qualche modo “invadente”.

Come intervenire allora in tutti questi casi? Quali sono le modalità per risolvere questi fenomeni?

Morsi al nido: quando e come intervenire

È necessario distinguere i morsi di tipo istintivo (quelli del primo momento) da quelli di tipo aggressivo (quelli del secondo momento).

Nel primo caso un intervento risulterebbe difficile e alquanto inutile: porterebbe solo a limitare le modalità conoscitive del bambino, che sta attivamente costruendo il proprio mondo con i mezzi che ha a disposizione (tra i quali, appunto, la bocca e i dentini).

Nella seconda situazione invece un intervento da parte dell’adulto è necessario: i morsi sono spesso indirizzati verso i compagni di asilo e talvolta verso gli adulti, con conseguenze spiacevoli.

In genere uno dei primi interventi, per ovvi motivi di sicurezza, è quello di occuparsi della “vittima”. Talvolta questo basta ad estinguere (o contribuire a estinguere) il comportamento aggressivo. Se il morso è la manifestazione di una ricerca di attenzioni, il non occuparsi direttamente dell’aggressore ma dedicare le proprie attenzioni all’aggredito può far capire al bambino che il suo gesto non ha ottenuto l’effetto sperato.

Se ciò non dovesse bastare si deve comunque far capire al bambino che il gesto compiuto non è adeguato. L’intervento non deve essere duro e aggressivo, ma fermo e deciso, senza lasciare al bambino margini di trattativa per poterlo ripetere.

Nel caso di morsi o di altri comportamenti aggressivi è importante verbalizzare il più possibile la situazione, spiegando l’accaduto al bambino con frasi semplici e dirette. Questo favorirà la comprensione e l’elaborazione dell’accaduto nel tempo.

La prevenzione è la miglior cura

In tutti gli episodi di morsi al nido, al di là delle motivazioni che li sostengono, è bene agire con alcuni accorgimenti di prevenzione.

Attenzione agli elementi comuni: le vittime sono sempre le stesse? I morsi si verificano spesso nelle medesime situazioni? È frequente che i morsi al nido avvengano nei momenti meno strutturati: tra un cambio di attività e un’altra, nei momenti di gioco libero, nel passaggio da un ambiente all’altro.

In questi casi è bene prestare attenzione al bambino aggressore; si può pensare di prepararlo verbalmente, spiegandogli in modo chiaro che a breve si cambierà attività o ambiente. Si può anche tenerlo occupato con un preciso compito da svolgere o distrarlo con qualche attività.

Quando il problema si verifica durante il gioco libero è utile stare a contatto con il bambino il più possibile, sia per intervenire prontamente, ma anche per dargli quella sensazione di sicurezza che solo il contatto con l’educatrice può fornire. Se necessario, si può “contenere” il bambino fisicamente e amorevolmente, per fargli sentire che la presenza dell’adulto di riferimento è forte e sicura.

Talvolta può bastare il proporre al bambino delle attività più tranquille e rilassanti, soprattutto se il problema si manifesta nei momenti di sovra-stimolazione.

Come comportarsi con i genitori?

Anche questo è un aspetto da non sottovalutare. È bene aiutare i genitori a non sentirsi inadeguati o colpevoli per quello che è successo, spiegando che i morsi al nido sono manifestazioni normali in questa fascia di età e che spariranno con il tempo. Deve essere chiaro che il gesto è talmente istintivo e rapido che è quasi impossibile evitarlo. Verranno però presi tutti i provvedimenti necessari per prevenire e ridurre tali comportamenti, o per intervenire il prima possibile qualora dovesse ripetersi.

I genitori vanno rassicurati che i morsi non portano ad episodi di violenza o aggressività nelle successive fasi di età, ma sono fenomeni relazionali che i bambini mettono in atto e che come tali si estingueranno spontaneamente.

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Sono a disposizione anche per la formazione e supervisione del personale educativo degli asili nido. Contattami per ulteriori informazioni.

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