I disturbi del sonno nei bambini: 3 consigli del dr. Marco Scopel

il bambino non dorme

Il momento della nanna viene spesso vissuto come ansioso e problematico. Ciò che desta spesso qualche preoccupazione nel genitore è il rapporto del loro bambino con il sonno.

Al di là di quelle che possono essere le frustrazioni dei genitori per le notti insonni, è importante che il bambino dorma bene per favorire un corretto e sano sviluppo. È infatti durante il sonno che, grazie alla secrezione dell’ormone della crescita, il bambino sviluppa le proprie potenzialità fisiche e psicologiche.

Premetto che ogni bambino ha le proprie caratteristiche e peculiarità, e che pertanto ogni genitore avrà difficoltà differenti nella gestione del sonno del bambino. Vediamo però alcuni piccoli accorgimenti che possono favorire una buona qualità del sonno nella maggior parte dei bambini.

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1) La poppata non è sempre la risposta

Un errore comune nei primi mesi di vita è quello di intervenire con il seno (o con il biberon) ogni volta che il bambino si sveglia di notte, indipendentemente dal motivo che lo ha portato a svegliarsi. È bene invece cercare di capire quali sono le ragioni del pianto e agire di conseguenza, riservando la poppata ai momenti in cui è veramente affamato. Continuare a mangiare anche in assenza dello stimolo della fame non aiuta una buona qualità del sonno.

2) Decidere insieme è la soluzione migliore

Un altro aspetto che spesso mette in disaccordo la coppia e su cui non si sa come procedere è il dormire, o meno, nel lettone di mamma e papà. Non esiste la risposta universale e valida per tutti, ma è importante tenere presenti alcuni elementi fondamentali. Qualsiasi decisione si prenda in merito è bene che sia condivisa all’interno della coppia, onde evitare ripercussioni sul clima familiare durante la notte, ma anche in altri momenti e contesti della giornata. È bene scegliere una “strada” (che sia il lettone o il lettino del bambino, la camera dei genitori o la cameretta del piccolo) e cercare il più possibile di portarla fino in fondo e non dare modo al bambino di pensare che in un modo o nell’altro si può tornare indietro.

3) Creare il rituale della buona notte

Un altro elemento molto utile è l’elaborazione di un rituale della buona notte. Questo infatti aiuta il bambino a comprendere lo scandire del tempo e delle varie fasi della giornata. Può essere di qualsiasi tipo e di qualsiasi durata. Alcuni esempi: la lettura di una fiaba, l’ascolto di melodie e canzoncine, il bagnetto, qualche gioco non troppo chiassoso. È possibile anche inventare un’abitudine legata alle tradizioni familiari; ad ogni bambino il suo rituale, l’importante è che ottenga il suo effetto.

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